La Spagna aiuta chi (non) ha bisogno

La notizia è di pochi giorni fa e non può che sorprendere visto il precario stato dell’economia spagnola: la Commissione Europea continua il suo giro di vite nei confronti di 3 club della regione valenziana, destinatari di cospicui aiuti di stato.

Lo scopo di questi accertamenti è quello di capire se le fideiussioni e le sovvenzioni (oltre ai mancati pagamenti dovuti ad Hacienda e Seguridad Social ovvero l’Agenzia delle Entrate e l’INPS spagnoli) concesse a Valencia, Hércules ed Elche abbiano violato le norme europee sulla concorrenza.

La principale contestazione è quella per cui le squadre di calcio non possono ricevere un trattamento differente rispetto ad altri agenti economici la cui conseguenza è quella di alterare il regime concorrenziale. Inoltre le società non dovrebbero chiedere alcun aiuto ai contribuenti in caso di difficoltà finanziarie: in poche parole nessuna sovvenzione a carico della finanze pubbliche a patto che vengano rispettate le regole in materia di aiuti di stato per le imprese a rischio.

Il commissario per la concorrenza, lo spagnolo Joaquín Almunia, è al lavoro dall’aprile 2012 quando sollecitò le amministrazioni locali e il governo di Madrid a compilare una serie di questionari per avere maggiori informazioni in merito. L’iter investigativo è attualmente al suo secondo stadio: una volta accertata l’illegalità e l’incompatibilità con le leggi europee, Bruxelles potrebbe aprire un procedimento con relativo fascicolo accusatorio che la Spagna potrà contestare successivamente. La conclusione è prevista per il prossimo anno e non si esclude che i club incriminati siano obbligati a restituire, totalmente o parzialmente, gli aiuti contestati anche a costo di fallire.

Si tratta di una vera e propria “bolla” di un settore che si trascina un impressionante debito di 3.600 milioni di euro (di cui 600 nei riguardi di Hacienda). La crisi finanziaria coinvolge altre squadre spagnole come il Málaga, partecipante alla Champions League e sospeso per un anno dalla UEFA a causa di mancati pagamenti, così come 5 club olandesi anch’essi nel mirino della Commissione Europea: il PSV, una delle formazioni più titolate, ha prima venduto il terreno del suo stadio (valutato 48,4 milioni di euro) al consiglio comunale di Eindhoven che ha provveduto successivamente a stipulare un leasing con la stessa società per permettere l’utilizzo dell’impianto oltre ad assicurare un incasso notevole al team.

La Commissione Europea in fatto di concorrenza non ha mai avuto paura di andare fino in fondo e di prendere iniziative forti anche contro un colosso come Microsoft; è molto probabile che la sua scure si possa abbattere anche contro il business miliardario del calcio.

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